Neive

Abitata fin dal Neolitico, circa 5.000 anni fa, il suo territorio fu invaso dai Liguri che vi si stanziarono fino all'arrivo dei Romani, nel II Secolo a.c. Il nome "Neive" deriva da una nobile famiglia romana, la "gens Naevia" o "Naevii", della quale fu possedimento.

Dopo la caduta dell'Impero romano d'occidente, nel V secolo, il territorio fu invaso dai Sarmati che vi restarono fino all'arrivo dei Longobardi nel VI secolo. Sotto l'impero di Carlo Magno, il paese fu ceduto come feudo; alla caduta del Sacro Romano Impero, arrivarono gli Ungari e poi i Saraceni. Neive e l'albese furono liberati da Ottone I di Sassonia intorno alla fine del X secolo; a questo periodo risale l'istituzione della "cella Nevigiensis", un Monastero benedettino che dipendeva dall'abbazia di Santa Croce in Mortara (AL), del quale resta oggi solo la Torre campanaria di stile romanico. Sappiamo che, tra i secoli XI e XIII, il feudo neivese fu diviso tra alcuni Signori locali, in particolare i De Revello; si diede statuto di Comune intorno all'anno 1190 e seguì nelle loro vicende ora il Comune di Alba ora quello di Asti tra i quali era diviso, nonché le continue lotte tra le due città eterne rivali.

Nel 1274, a causa di una lite tra Asti ed Alba, il castello di Neive fu preso d'assalto e distrutto per dispetto. Nel XIV secolo Alba ed Asti furono dilaniate dalle lotte tra guelfi e ghibellini: nel 1387 Neive seguì Asti sotto la Signoria di Giangaleazzo Visconti, divenendo dote della figlia di lui Valentina che andò sposa al Duca d'Orléans. Rimase così fino al 1512; in seguito fu dominio di Francesco I, di Carlo V di Spagna e, nel 1530, passò a Carlo III di Savoia. Dal 1560, dopo circa 17 anni di usurpazione francese, tornò nelle mani dei Savoia, con Emanuele Filiberto e suo figlio Carlo Emanuele I. Nel 1618, sotto il suo regno, Neive divenne feudo assegnato al conte Vittorio Amedeo Dal Pozzo, già Marchese di Voghera Vittorio Amedeo dal Pozzo che assunse il titolo di primo conte di Neive.

L'ultima contessa di Neive, Maria Vittoria, andò in sposa al figlio secondogenito del primo Re d'Italia Vittorio Emanuele II, diventando per un breve periodo anche regina di Spagna. Con Casa Savoia, Neive seguì le sorti del Regno fino alla costituzione della Repubblica Italiana.

Tra le ricchezze artistiche e architettoniche di Neive si desidera evidenziare:

  • Chiesa Parrocchiale SS. Pietro e Paolo - già esistente nel XII secolo, la chiesa parrocchiale fu ricostruita nel XVIII secolo; il campanile fu progettato dal celebre architetto Francesco Gallo. Gli ultimi ampliamenti e la facciata incompiuta sono del XIX secolo. Al suo interno si possono ammirare opere della metà del Settecento; nelle navate, le statue processionali: a destra quella di S. Michele, a sinistra quella della Madonna del Rosario. Nell’abside, la pala di S. Pietro e S. Ubaldo ed il coro intarsiato. Nella navata di sinistra, l’altare e la statua della Madonna del Rosario, della metà del Seicento.
  • Palazzo dei Conti Cocito - Fu originariamente una casaforte quattrocentesca, ristrutturata in epoca barocca. Fu costruita dai Cocito, la più antica famiglia nobile del paese. A partire dal XVI secolo ben 12 membri della famiglia ricoprirono la carica di Sindaco di Neive ed altri, importanti incarichi alla Corte dei Savoia. La piazza su cui si affaccia e che reca lo stesso nome, è stata realizzata agli inizi del XX secolo abbattendo parte delle mura ed altri ruderi del ricetto medioevale.
  • Palazzo dei Conti Bongioanni Cocito - E' il più elegante palazzo barocco del paese e si contraddistingue per la sua forte spinta ascensionale esaltata dalla scenografica inquadratura della Porta di San Rocco. Fu realizzato nelle seconda metà del Settecento su progetto dell'Arch. G. A. Borgese. Pregevoli il portale, l'elegante cornicione ed alcune sale interne in puro stile rococò.
  • Giardini dei Conti di Castelborgo - Il portale del giardino fu progettato dall'architetto Borgese e costituì la sua tesi di laurea. Bellissime le cancellate in ferro e le eleganti colonne tutte realizzate in mattoni al rustico. In alto a destra, si osserva il Palazzo costruito dall'Architetto Paolo Francesco Rocca nel primo quarto del XIX secolo, oggi sede della Scuola Regionale di Arte Bianca. Nel cortile sono ancora visibili le antiche mura che cingevano il ricetto medievale.
  • Casa dell'Orologio e Torre Comunale - La piazza Italia è vivacizzata da una serie di case variopinte: tra di esse la Casa dell'Orologio, prima sede del Municipio di Neive. L'attuale edificio venne realizzato nella seconda metà del XVIII secolo dall'architetto Giovanni Antonio Borgese e si contraddistingue per la leggerezza e l'eleganza delle forme, tipicamente rococò. Lo slanciato timpano sorregge l'orologio comunale. La Torre Comunale rimane quale simbolo di autonomia, più volte abbattuta e sempre ricostruita più alta. Si presume che la sua ricostruzione risalga al 1224, in un periodo di accesi e ricorrenti contrasti tra i Comuni di Asti (che ne ebbe l’iniziativa) e di Alba.
  • Cappella Riccardi Candiani - edificata all’inizio del XX secolo in stile neogotico, su disegno e con fregi in cotto eseguiti dallo scultore torinese Carlo Biscarra (1866-1943).

Testi tratti dal sito del Comune di Neive